Ristrutturazione e ampliamento sostenibile di un condominio

meta enertour - Il coraggio di un nuovo inizio raccontato dalla progettista arch. Barbara Wörndle, Studio Solarraum di Bolzano.

In origine i committenti volevano il risanamento della casa di loro proprietà composta da tre unità abitative e costruita negli anni Ottanta in stile tipico dell’Oltradige. L’intervento doveva essere effettuato in economia, con modifiche architettoniche ridotte al minimo ma con particolare attenzione all’efficienza energetica. Nel corso della progettazione sono stati proposti una ristrutturazione sostenibile da eseguirsi con materiali riciclati e l’innalzamento di un piano per ricavare ulteriori spazi abitativi. Dopo lunghe riflessioni con i committenti per conciliare al meglio desideri ed esigenze è stato avviato un intervento di risanamento sostenibile. Grazie ad un’accurata progettazione e ad una buona collaborazione con gli artigiani sono stati eliminati dettagli superflui.

Il sottotetto dell’edificio è stato completamente demolito e trasformato in una nuova unità abitativa rivestita in legno e ricavata dall’innalzamento del piano. Il piano terra e il primo piano sono stati ristrutturati in base ai principi della casa passiva. I muri esterni in laterizi sono stati rivestiti con lana minerale di 20 cm di spessore. Spessore e materiali sono stati frutto di una scelta condizionata da fattori economici tra i materiali all’epoca disponibili. Le vecchi finestre in legno sono state sostituite da nuove finestre in legno ed alluminio con vetrate a doppia camera. Il soffitto della cantina è stato isolato con pannelli in polistirene espanso (EPS) da 20 cm che hanno eliminato i numerosi ponti termici. I balconi in calcestruzzo sono stati sostituiti con balconi in legno aggettanti, le parti di muro sporgenti eliminate e i lucernari isolati termicamente. Il sottotetto è stato realizzato in legno ad elementi prefabbricati secondo gli standard della casa passiva, l'afflusso di aria primaria garantito in tutto l’edificio - tranne in una piccola zona al piano terra - da un impianto di canalizzazioni. I proprietari dell’edificio usano il nuovo tetto come terrazza che hanno fatto parzialmente rivestire a verde. La caldaia, oramai obsoleta, è stata rinnovata. Per motivi economici e limiti di superficie si è preferito non installare una pompa di calore a sonda geotermica a favore di un più economico impianto a gas considerato che il fabbisogno di calore si è, in seguito all’intervento, drasticamente ridotto. Sul tetto sono stati installati collettori solari per la produzione di acqua  calda.

Grazie a questi interventi l’edificio, che originariamente consumava una gran quantità di energia a causa degli estesi ponti termici, si è trasformato in un nuovo immobile dotato di spazi interni molto confortevoli. Il fabbisogno energetico è stato ridotto da 300 kWh/m2 a 32 kWh/m2 (calcolo effettuato con l’ausilio del Passive House Planning Package – PHPP). In pratica è stata aumentata la cubatura abitativa senza invadere altro terreno prezioso in una zona in cui solo il 6% della superficie è edificabile.

Le attuali conoscenze tecniche consentono, oggi, l’adozione di metodi e tecnologie di costruzione in grado di migliorare notevolmente l’efficienza energetica degli edifici esistenti riducendo l’occupazione di nuove aree edificabili: ovviamente per permettere tutto questo è necessaria la collaborazione di committenti consapevoli e lungimiranti.

Autore: Arch. Barbara Wörndle, Studio Solarraum, Bolzano

Per visite: enertour@tis.bz.it

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